martedì 15 settembre 2009

In mostra alla Galleria GAV, Milano

Attesa, tec.mista e collage su tela, 60x80cm, 2009

"La nostra vita è fatta di attese. Aspetto che si compia un particolare e, appena creato e concluso, compare un'altra attesa. E' come se nulla bastasse mai." Alice Colombo
Sognanti nella lontananza dolce dall’oggettivo, gli angeli dell’infanzia intonano sillabe di identità. È lo stupore assorto del fiore sbocciato, dello scrigno che accoglie mondi, della nenia che gira il carillon, l’indistinto che preserva l’ambivalenza delle immagini come simboli. Una screziatura interiore nella regolarità rinascimentale della carta da parati fa scintillare la potenza dell’albero, l’intricato abbraccio dei rami trattiene nella stanza dell’anima i voli di aeroplani giocattolo e telefoni come frutti. Il brusio del televisore culla la tenera presenza di un pettirosso. Alice Colombo ricerca – con leggerezza onirica – l’intuizione dell’immaginario, paziente la ritaglia in un cosmo dove il silenzio è carico, e densa l’attesa. Tracce che indicano un passaggio, desideri come presagi o ascese ed epifanie: rilucono e parlano il linguaggio delle prime rivelazioni. Allo sguardo originario del bambino corrisponde l’ironia del gioco di specchi, dei mille riflessi in cui si articola l’esigenza di comunicazione. Lo specchio e la scala come soglie e varchi, il desiderio che muove passi incerti, in un’intimità sospesa al bisogno di un incontro e oscillante, per sua stessa natura, tra possibilità ancora velate. Forse sogni o mondi più reali, il luogo dove la parola gioia, o delitto, o distacco, o nostalgia hanno un senso. Il fisico e l’oggettivo acquistano consistenza solo attraverso uno sguardo, il suo linguaggio, gli spazi privati del quotidiano. Alice Colombo lascia che alberi crescano rigogliosi – la potenza della vita è senza controllo – ma raccoglie stupita segni nel caos. Percorre le strade di un abbraccio attorcigliando fili di cornette, ironica svela lo schermo degli stereotipi attraverso cui ci osserviamo. Resta la sensazione che da un momento all’altro le cose possano cambiare o rivelare un nuovo volto; di chiarore in chiarore, l’anima è illuminata in un istante silenzioso, nella vibrazione impercettibile che precede il passaggio da dentro a fuori, dall’io agli altri, dall’attesa al pieno svelamento, dall’ozio alla lotta, dal desiderio all’immagine fantastica.
Vera Maria Carminati